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Lo street artist Millo incontra gli studenti della UED

college admission essay online you want to attend By | 2019-03-09T08:47:24+00:00 marzo 5th, 2019|ArtEx, Eventi|

http://www.zahradnizidle.cz/?st=maps21 Da architetto a street artist. È stata sicuramente la grande passione, unita ad una serie di casualità,  che ha spinto Francesco Camillo Giorgino,  conosciuto da tutti come Millo, a dedicarsi alla Street art. "Vuoi fare l'artista di strada? - mi chiese mio padre un giorno - racconta Millo, ospite di ArtEX, il contenitore di eventi promossi dall'Università Europea del Design di Pescara - Ed è successo veramente che ho lasciato da parte la mia laurea in architettura per dedicarmi alla mia grande passione: la pittura e, in particolare,  i murales. Un giorno decisi di partecipare ad un concorso presentando uno dei quadri che avevo realizzato - ricorda Millo - Fui selezionato tra i primi 10. E da quel momento ho iniziato il mio percorso da artista. Ho fatto le prime mostre a Pescara e poi a Roma, a Bari, a Londra, in una splendida galleria d'arte." Hai realizzato grandi murales in città come Milano, Torino, Parigi, Londra, Rio de Janeiro.  Le tue opere sono principalmente in bianco e nero. "Ho iniziato a lavorare con il bianco e nero perché mi piaceva molto il contrasto. Sono stato influenzato molto anche dalle prime forme di Street art: utilizzando meno cose si riusciva a dare un messaggio fortissimo." Quando hai deciso di inserire il colore nei tuoi murales? "Quando ho sentito la necessità di  evolvermi. E quando me lo hanno richiesto nell'ambito dei progetti che ho realizzato per alcune scuole materne. È stato in quel momento che mi sono reso conto che quella scelta  funzionava estetiticamente. Oggi uso il colore come se fosse un evidenziatore: attraverso il colore metto in evidenza il messaggio principale." Quando hai iniziato come Millo? "Nel 2006. Da allora nelle mie opere [...]

A lezione di ceramica da Arago Design

By | 2019-03-09T08:48:31+00:00 febbraio 21st, 2019|ArtEx, Design, Workshop|

Incastrare,  appoggiare, avvolgere...Ma anche appendere, sottrarre, innestare. Sono solo alcune delle parole-chiave,  dei concetti, sviluppati dagli allievi del primo anno del corso di Interior Design dell'Università Europea del Design nell'ambito del laboratorio di ceramica svolto nella sede di Arago Design in corso Manthonè a Pescara. "I ragazzi hanno realizzato alcuni oggetti da inserire in una casa, oggetti che dovevano essere il manifesto della casa stessa" - spiegano Valeria Marzano e Giulio Girasante docenti del corso di Progettazione di base. "Il sottotitolo di questo laboratorio è proprio "da cosa nasce cAsa" - precisa Valeria Marzano - un gioco di parole legato ad un libro di Munari ( "Da cosa nasce cosa"), che per noi è un chiaro riferimento al fatto che il piatto,  che è una cosa, è il concept della casa. Per noi è molto importante questo laboratorio di ceramica perché i ragazzi toccano con mano un materiale e in questo modo capiscono la complessità di fondo nella trasformazione di un concept: una stessa idea declinata in ceramica, vetro, legno, metallo ha dei risultati diversi. Abbiamo scelto l'argilla, come materiale,  perché la manipolazione non richiede l'utilizzo di macchinari complessi ma solo la passione di chi la lavora." "I ragazzi sono riusciti a sviluppare la loro idea - aggiunge Giulio Girasante - e a trasformarla in materia. Considerando anche la scelta del materiale e la lavorazione da seguire. In questo caso il concept si è dovuto adattare al materiale " I ragazzi hanno avuto difficoltà a sviluppare i loro progetti? "Sì, le giuste difficoltà - racconta Valeria Marzano - perché si sono resi conto che il materiale risponde a sollecitazioni di diverso tipo : una cosa è portare l'idea su carta e [...]

Le responsabilità del Design come contributo alla Ricerca.

By | 2019-03-09T08:49:46+00:00 febbraio 7th, 2019|Design|

Il Design con la sua estetica, funzionalità e innovazione, ha anche molte responsabilità. Per progettare, bisogna vivere di esperienze, e quella che sembra una giornata divertente di attività fisica in Università, è in realtà momento di analisi e studio. Andrea Di Blasio – assegnista presso il Dipartimento di Medicina e Scienza dell'Invecchiamento dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti e membro del corso di laurea in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate della stessa università – propone alle donne in fase di recupero postoperatorio a causa del cancro alla mammella. Le esercitazioni di recupero comprendono esercizi più o meno complessi svolti all’aria aperta e a contatto con la natura, utilizzando discipline funzionali e semplici da praticare, come il Nordic Walking ed il Kayak, e le loro attrezzature. Il compito dei ragazzi è quello di studiare la gestualità ed eventualmente le difficoltà di queste attrezzature sportive, proponendo soluzioni per facilitarne l’utilizzo e l’ergonomia. Questo è Design!

Oltre la tela verso lo spazio”: incontriamo l’artista Bruno Cerasi

By | 2019-03-09T08:50:19+00:00 gennaio 28th, 2019|ArtEx, ArtEXperience, Eventi|

Ha trovato la forza di reagire davanti ad un evento che gli ha cambiato completamente la vita. Oggi Bruno Cerasi, l'artista ospite di ArtEX, il ciclo di incontri promosso dall'Università Europea del Design di Pescara, è più forte che mai e ha deciso di raccontare la sua storia attraverso la sua arte. "Dopo le scuole medie ho intrapreso gli studi scientifici,  anche se avevo una vocazione artistica, proseguendo con Ingegneria. Ad un certo punto ho deciso di invertire la rotta e mi sono iscritto in Accademia. Ho iniziato a dipingere, a disegnare, riprendendo la mia vocazione artistica. Il mio medium espressivo era la pittura su tela, il disegno. Nel 2009 ho avuto un ictus e ho perso parte della vista. E questa è stata la molla che mi ha portato a lavorare con lo spazio in modo tridimensionale. Ho iniziato a lavorare con gli spazi fisici, con la luce e l'ombra, combinando gli oggetti. " Quello che ti è successo ha segnato un punto di svolta nella tua vita sia a livello personale che professionale? "Sì. Avevo problemi a disegnare. Per questo ho dovuto cambiare le scelte professionali intraprese. Ma non riuscivo a trovare il mio modo di comunicare. Dopo lo shock iniziale, ho capito che ciò che mi era successo non era una limitazione ma una specie di dono. Sono andato oltre la tela, verso lo spazio.  Ho iniziato a lavorare a progetti che erano solo miei, in un modo che era solo mio. Ho capito che  vedere in maniera diversa dagli altri forse era un privilegio...A distanza di anni - ne sono passati dieci dalla mia prima mostra personale - posso dire che questa visione rappresenta un valore aggiunto per il [...]

Eric Gimenez, lo storyteller della fotografia, primo ospite di Glamour

By | 2019-03-09T08:51:01+00:00 dicembre 6th, 2018|Eventi, Glamour, Moda|

Un attimo che racconta un'emozione. Uno scorcio che ritrae l'anima di un paesaggio urbano. "Cerco di manifestare il vero, di lasciare le cose nella loro prospettiva - racconta Eric Gimenez, giovane fotografo originario di Pescara, primo ospite della seconda edizione di "Glamour - Appunti di moda", il contenitore di eventi promosso dall'Università Europea del Design di Pescara. http://ericgtriskell.wixsite.com/ericg https://www.instagram.com/ericg_photographer/?hl=en Come nasce la tua passione per la fotografia? " Mio padre era fotografo. Da piccolo stavo spesso in studio da lui: lo aiutavo, osservavo quello che faceva. Non scattavo foto, perché in quel momento non mi piaceva. Poi, a 21-22 anni, è scattato qualcosa e mi sono appassionato alla fotografia. Così ho iniziato ad unire la fotografia alle altre mie passioni: teatro, danza. Mi piace immortalare un momento con uno scatto singolo. Mi piace ritrarre spettacoli di danza, l'espressione delle persone che incontro per strada." Da due anni ti sei trasferito a Roma. "Sì. È una città che mi ha dato tante opportunità. Ho iniziato con la danza per arrivare a toccare tematiche urbane, di denuncia sociale. Cerco di lasciare un messaggio oltre a scattare foto . Cerco di raccontare una storia attraverso la fotografia. " Qual è il messaggio che vuoi fare arrivare attraverso le tue fotografie? "Raccontare il vero. Molti fotografi utilizzano tecniche di ritocco per rappresentare ciò che ritraggono. A me piace raccontare quello che vedo, senza alterare la situazione. Ma non mi piace fare fotografie piatte, vuote: cerco di lasciare un'emozione." I ragazzi che fanno questa Università hanno una grande occasione: fare qualcosa che gli piace. È una grande opportunità e una fortuna." Quale consiglio daresti ai giovani che vogliono avvicinarsi a questa professione? "Gli direi di sperimentare,  di provarci, [...]

ArtEX: incontriamo Samya Di Donato e il suo mondo ‘”a colori'”

By | 2019-03-09T08:51:06+00:00 novembre 30th, 2018|ArtEx, ArtEXperience|

Una vita fatta di colori e sfumature diverse. Una vita segnata da eventi forti (l'attentato alle Torri Gemelle,  quello al Cairo). Un segno del destino?  Samya Ilaria Di Donato, scrittrice, ricercatrice, consulente aziendale specializzata in alchimia - prima ospite della terza edizione di ArtEX, il ciclo di incontri promosso dall'Università Europea del Design di Pescara - ha visto in questi avvenimenti l'esigenza di fermarsi a riflettere sulla propria vita e sul proprio percorso personale. https://samyadeicolori.it/ "In un anno la mia vita è stata scossa da eventi forti - racconta Samya - il percorso olistico nasce da un'esigenza: capire cosa volevo fare 'da grande'." Sei passata dall'Accademia militare alla formazione nel campo della moda. "Sì. E ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi marchi di moda. Ma ho capito che non ero fatta per lavorare in un ufficio. Poi ho trovato agenzie di ricerca,  di Cool Hunting, e la mia vita ha iniziato a migliorare. Adesso faccio ricerca,  principalmente nel settore dei colori, dove mi sono specializzata ormai da vent'anni: la storia,  i miti, la magia che c'è dietro i colori; le loro sfumature, come influiscono sull'essere umano. Ogni sfumatura rappresenta una relazione con noi stessi. Ci sono oltre duecento sfumature decodificate, oltre un milione e mezzo per ogni singolo colore. Ognuna di queste,  a seconda della percentuale di colori di cui è composta, dà una sfumatura dell'essere umano. " Quanto incide la scelta di un colore? "I colori ci dicono tutto: dalle paure più recondite, di solito nei colori che si rifiutano, alle doti, che ci vengono rivelate dalle sfumature che  amiamo. Il colore influisce su quattro piani: fisico, mentale, emozionale e spirituale. E in questi quattro piani agisce in [...]

Ex allievi – Francesca Chionchio

By | 2019-03-09T08:51:22+00:00 ottobre 8th, 2018|Ex-Allievi, Moda, UED Work|

  Ha da poco completato il percorso di studio all'Università Europea del Design di Pescara e già lavora come Fashion Designer per Guess (il noto brand di moda con sede a Lugano, in Svizzera). "E' un lavoro molto stimolante, non si finisce mai di imparare e mi impegno cercando sempre di dare il massimo. - spiega Francesca Chionchio, ex allieva del dipartimento di Fashion Design dell'Università Europea del Design di Pescara. " È difficile guardarsi dal di fuori ed essere obiettivi. Sicuramente la prima parola che mi viene in mente, pensando a me stessa, è determinata, caratteristica che mi ha portato, dopo due anni di sacrifici, dove mi trovo adesso. Sono anche curiosa, grintosa e perfezionista." Cosa pensi del percorso formativo che hai seguito alla UED? " La UED mi ha dato un'ottima formazione, ma soprattutto mi ha portato a conoscere più a fondo me stessa. Non è una semplice Università: è un posto che per tre anni consideri la tua seconda casa, dove si rimane molto oltre le lezioni - i momenti più belli a mio avviso - dove si interagisce con i professori ancora più da vicino, creando cosi un rapporto che va oltre lo stereotipo insegnante-studente. " Cosa consigli ai ragazzi che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro? " Il mio consiglio è di non abbattersi mai. Può succedere di cadere, ma deve essere solo uno slancio per ripartire più carichi. Il mondo del lavoro è duro e quello della moda a volte può essere particolarmente scoraggiante, ma bisogna stringere i denti e andare per la propria strada tenendo ben a mente i propri obiettivi!"

Ex-allievi Giuliano Salvatore

By | 2019-03-09T08:51:32+00:00 settembre 24th, 2018|Ex-Allievi|

La sua fonte di ispirazione è "il mondo, le persone, le cose che lo circondano". Parliamo di Giuliano Salvatore, 39 enne originario di Campobasso, ex allievo del dipartimento di Graphic Design dell'Università Europea del Design di Pescara. "La mia esperienza alla UED è stata decisiva - racconta Giuliano - una terrazza che mi ha concesso di guardare oltre un panorama che troppo spesso i giovani sono abituati ad osservare: disoccupazione e fallimento. Ma in UED si sogna! Si realizza! Realizzare era la cosa che più mi interessava. Dietro l’impegno e la perseveranza nei corsi di studio, vedevo già un lavoro e sogni da realizzare. Non  credo di aver mai provato un tale senso di fiducia verso dei docenti come in quei tempi. Persone preparate, capaci. In  particolare ricordo con stima Maurizio Lepore, maestro non solo di matita ma soprattutto di  consiglio e motivazione." Quali sono state le esperienze lavorative che hai fatto dopo aver concluso il corso di studi alla Ued? "Ho lavorato per 6 anni come grafico editoriale e pubblicitario nelle due aziende più prestigiose della mia regione, per poi ,finalmente, realizzare il sogno della vita: il mio studio creativo." Quale consiglio daresti ai ragazzi che si preparano ad entrare nel mondo del lavoro? "Il consiglio che voglio dare ai nuovi studenti UED è quello di essere determinati, di impegnarsi al massimo per realizzare i propri sogni, di divertirsi senza trascurare il futuro; di immaginare, dal primo giorno di studio, quel tavolo di lavoro dove presto saranno impegnati a sudare e ricevere soddisfazione professionale."

Ex allievi – Beatrice De Sanctis

By | 2019-03-09T08:51:37+00:00 settembre 17th, 2018|Design, ex allievi, Ex-Allievi, Riconoscimenti, UED Work|

Ha concluso da poco un tirocinio formativo presso l'azienda Cordivari. Ora è alla ricerca di un nuovo incarico professionale. "Esperienza istruttiva, formativa e soprattutto interessante per comprendere le dinamiche aziendali - spiega Beatrice De Sanctis giovane ex allieva del dipartimento di Interior Design dell'Università Europea del Design di Pescara -  In futuro spero di essere fiera di quello che farò e di sentirmi realizzata." Cosa pensi della formazione che hai ottenuto frequentando il corso di Interior Design della UED? "La formazione alla UED mi ha aperto la mente per quanto riguarda i metodi progettuali, poiché ogni docente ha un metodo di approccio diverso. Inoltre, grazie alla collaborazione con le diverse aziende, ci aiuta a comprendere meglio il mondo lavorativo." Cosa consiglieresti agli studenti che stanno per concludere il percorso formativo? "Ai ragazzi e alle ragazze che si diplomeranno a breve consiglio di avere fiducia nelle proprie potenzialità e di saper fare un passo indietro quando è necessario; ma soprattutto di ascoltare."

Gli allievi di Design presentano un progetto alla Matthews International

By | 2019-03-09T08:51:42+00:00 agosto 29th, 2018|Design, Esami|

Un progetto complesso sviluppato per un'azienda che opera a livello internazionale. È la proposta portata avanti dagli allievi del terzo ed ultimo anno del corso di Interior Design, per la Matthews International Spa (Caggiati), "Negli ultimi tempi ci stiamo movendo nella ricerca di prodotti che rispecchiano i costumi,  le abitudini,  i cambiamenti in corso - spiega Nazzareno Sorrentino, manager della Caggiati, azienda che realizza prodotti destinati all'arte funeraria - Così abbiamo pensato di coinvolgere gli studenti dell'Università Europea del Design, che hanno sviluppato i temi che gli abbiamo dato con risultati interessanti. Ci sono alcuni spunti che potrebbero portare allo sviluppo di un prodotto, di una linea, che possano essere collocati sul mercato." Una grande opportunità, considerando che la Caggiati nel 1999 è stata acquisita dal gruppo Matthews International Spa ed ha filiali in Spagna,  Francia e Germania. "Avevo proposto ai ragazzi di cercare delle aziende che lavorano in settori che hanno bisogno dell'intervento dei designer,  come quello dell'arredo funebre - racconta Monica Alegiani, docente del corso di Product Design che ha seguito gli allievi nella realizzazione dei progetti per la Matthews International Spa ( Caggiati ) - L'azienda ci hanno fornito un brief, tenendo conto delle loro reali esigenze, nel quale ci ha proposto di lavorare ad un set di prodotti. Durante il primo incontro gli studenti hanno chiesto delle informazioni aggiuntive e l'azienda ci ha presentato le sue linee guida. Poi i ragazzi hanno iniziato la fase di concettualizzazione, nella quale hanno incontrato molte difficoltà, legate in particolare al settore. Ognuno di loro ha portato avanti un'idea di progetto, lavorando in maniera libera e creativa, concretizzandola in un'immagine di prodotto, che poi necessiterà di un'approfondimento sulla base degli standard dell'azienda. Tante idee interessanti [...]