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La Graphic Designer Virginia Capoluongo svela i segreti della creatività

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La Graphic Designer Virginia Capoluongo svela i segreti della creatività

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Quello che ha fatto fino ad oggi ha sempre avuto a che fare con la creatività. “Sin da quando ero piccola ero attratta da tutto ciò che era legato al mondo della fantasia” – racconta Virginia Capoluongo, Graphic Designer, nota anche con lo pseudonimo Jukuki, ospite di “Open to creativity”, l’evento promosso dall’Università Europea del Design di Pescara.

Spieghiamo da dove nasce il nome Jukuki.

“Il nome Jukuki viene dalla digitazione casuale sulla tastiera. Mentre stavo facendo un disegno, quasi vent’anni fa, ho messo la mano sulla tastiera per caso ed è uscito questo nome.

All’inizio ho chiamato il personaggio Jukuki. Poi ho deciso di assorbirlo e ho iniziato a utilizzarlo sui social network e su altre piattaforme di grafica. Oggi è il nome della mia attività. “

Hai frequentato il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti all’Aquila.

“Sì. Ho una formazione artistica abbastanza classica. Il mio approccio con il computer è avvenuto molto tardi, all’ultimo anno di Accademia. All’epoca non c’era neanche il corso di Grafica.

Sono sempre stata appassionata di fotografia. Mi piaceva trasformare le foto. Così ho iniziato i primi approcci con Photoshop.”

Oggi Virginia Capoluongo è Visual designer freelance e collabora con diverse agenzie con sede in Abruzzo, a Roma e nelle Marche.

La sua creatività la definisce “una visione molto diversa delle cose”.

“Molto spesso mi cercano perché vogliono trovare qualcosa di molto diverso,  anche se poi alla fine mi chiedono di ‘appiattire’ un po’ le cose.

Perché quando la comunicazione incrocia il marketing,  c’è bisogno di arrivare a dei compromessi.”

A proposito di creatività,  hai affermato che ‘i creativi non sono supereroi’.

“Sì. Molto spesso ai creativi viene attribuita questa immagine: come se fossero fuori dal mondo,  come se la creatività fosse una caratteristica incredibile.

In realtà tutti possono essere creativi: è una questione di allenamento,  di predisporsi all’attività di creativo. Quindi non supereroi,  ma persone normali che si approcciano in maniera differente alle cose.”

Secondo te,  oggi c’è una chiave di lettura diversa della creatività?

“Penso che la creatività cambi continuamente. La creatività è sicuramente legata alla cultura e alla fruizione delle cose di ogni giorno. Cambiando le tecnologie,  cambiando lo stile di vita,  cambia anche l’approccio creativo.”

Quale consiglio daresti ai ragazzi che si preparano ad affrontare questo mondo?

“Di essere molto curiosi, leggere, viaggiare. Perché la conoscenza è la base della creatività. Possiamo avere tutta la predisposizione che vogliamo ma se non la incrociamo con le cose che conosciamo, non riusciamo a creare nulla.”

L’ostacolo maggiore che dovranno affrontare?

“Quando si ha a che fare con dei clienti,  dei committenti,  devi trovare dei compromessi. A volte siamo molto convinti della nostra idea e non riusciamo a fare ‘il passo indietro’.

Invece, ciò che è molto importante nel mondo del lavoro, è trovare dei punti di connessione.”

By | 2018-05-08T19:00:09+00:00 maggio 8th, 2018|Comunicazione, Eventi, Workshop|0 Comments

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