fbpx

È lo stilista Lucio Vanotti il primo special guest di Glamour

/, Moda, Workshop/È lo stilista Lucio Vanotti il primo special guest di Glamour

È lo stilista Lucio Vanotti il primo special guest di Glamour

Lo definiscono l’architetto della moda. Per creare le sue collezioni prende ispirazione dagli oggetti che rendono personale e intima ogni casa, che raccontano il vissuto di chi vi abita.

“Non sono laureato in architettura ma, quando ho finito il liceo, ero indeciso. Non sapevo se fare architettura,  soprattutto architettura d’interni, o avventurarmi nella moda” – racconta lo stilista Lucio Vanotti, primo ospite di ” Glamour – Appunti di moda “, il ciclo di incontri dedicati al mondo del fashion promosso dall’Università Europea del Design di Pescara.

“Quando ero bambino disegnavo case. Oggi cerco di continuare questa passione anche nella moda.

Quando penso ad una collezione mi piace immaginare l’ambiente e le persone che vi abitano.

Tante volte l’architettura,  il design di interni, mi influenza molto e faccio un mix tra le due cose. “

Quella che proponi è una collezione dalle linee essenziali.

” Sì. Non amo il superfluo. Credo che per star bene, ognuno di noi voglia sentirsi libero. Dunque, anche un capo di abbigliamento non deve comprimere,  stressare. Deve lasciare il corpo libero. Perciò cerco di fare capi lineari, minimali.”

Nell’ultima sfilata di Milano hai presentato una divisa rivisitata.

“La divisa è un mio punto fermo. Sono affascinato dalle storie delle divise,  perché dietro ad una divisa c’è un percorso: c’è una scelta di praticità,  di autorevolezza,  di comodità.”

Come ti descriveresti? Come descriveresti la tua proposta-moda?

“Sono testardo nel volermi esprimere in modo libero. Ho bisogno di circondarmi di cose che mi piacciono.  Gli aggettivi che potrei usare per la mia estetica sono quotidiano,  intimo, perchè deve essere qualcosa che ha a che fare con la persona, ed equilibrato.”

Cosa manca oggi alla moda?

“Credo niente. La moda è uno specchio di quello che succede.  In questo periodo c’è una specie di confusione generale. Siamo nell’eclettismo degli stili, dove ci sono tendenze molto libere: c’è chi segue un filone e chi un altro. C’è una confusione generale che secondo me è positiva perché da’ la possibilità all’individuo di interpretarsi, di scovare i propri interessi.

Sei stato scelto da Armani per presentare la tua collezione nel Teatro Armani. Cosa ha significato questo per te?

“La proposta mi era già stata fatta precedentemente,  però non mi sentivo pronto e la collezione non mi sembrava giusta. Poi, in quella stagione,  la collezione che stavo ideando aveva un ‘filone Armani’, avevo investigato i punti che abbiamo in comune. Quindi, quando mi hanno chiesto di far sfilare la mia collezione nel Teatro Armani, ho subito accettato.

È stata un’opportunità molto importante soprattutto dal punto di vista mediatico e, dato che era la mia prima sfilata,  è stato un bel debutto.

Oggi il mercato giapponese,  orientale è uno dei nostri primi mercati, ma anche l’Europa e soprattutto l’Italia apprezza il mio stile.”

Cosa possiamo consigliare agli stilisti emergenti?

“Di farlo per passione.”

By | 2018-03-16T16:41:31+00:00 marzo 16th, 2018|Glamour, Moda, Workshop|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment