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Eric Gimenez, lo storyteller della fotografia, primo ospite di Glamour

By | 2018-12-06T12:35:05+00:00 dicembre 6th, 2018|Eventi, Glamour, Moda|

Un attimo che racconta un'emozione. Uno scorcio che ritrae l'anima di un paesaggio urbano. "Cerco di manifestare il vero, di lasciare le cose nella loro prospettiva - racconta Eric Gimenez, giovane fotografo originario di Pescara, primo ospite della seconda edizione di "Glamour - Appunti di moda", il contenitore di eventi promosso dall'Università Europea del Design di Pescara. http://ericgtriskell.wixsite.com/ericg https://www.instagram.com/ericg_photographer/?hl=en Come nasce la tua passione per la fotografia? " Mio padre era fotografo. Da piccolo stavo spesso in studio da lui: lo aiutavo, osservavo quello che faceva. Non scattavo foto, perché in quel momento non mi piaceva. Poi, a 21-22 anni, è scattato qualcosa e mi sono appassionato alla fotografia. Così ho iniziato ad unire la fotografia alle altre mie passioni: teatro, danza. Mi piace immortalare un momento con uno scatto singolo. Mi piace ritrarre spettacoli di danza, l'espressione delle persone che incontro per strada." Da due anni ti sei trasferito a Roma. "Sì. È una città che mi ha dato tante opportunità. Ho iniziato con la danza per arrivare a toccare tematiche urbane, di denuncia sociale. Cerco di lasciare un messaggio oltre a scattare foto . Cerco di raccontare una storia attraverso la fotografia. " Qual è il messaggio che vuoi fare arrivare attraverso le tue fotografie? "Raccontare il vero. Molti fotografi utilizzano tecniche di ritocco per rappresentare ciò che ritraggono. A me piace raccontare quello che vedo, senza alterare la situazione. Ma non mi piace fare fotografie piatte, vuote: cerco di lasciare un'emozione." I ragazzi che fanno questa Università hanno una grande occasione: fare qualcosa che gli piace. È una grande opportunità e una fortuna." Quale consiglio daresti ai giovani che vogliono avvicinarsi a questa professione? "Gli direi di sperimentare,  di provarci, [...]

Fashion blogger per caso e per passione: Giorgia Di Basilio racconta la sua storia

By | 2018-05-03T18:49:26+00:00 maggio 3rd, 2018|Glamour, Moda, Workshop|

È diventata Fashion blogger per caso. Oggi ha milioni di followers. La giovane Fashion blogger Giorgia Di Basilio, originaria di Teramo, terza ospite di "Glamour - Appunti di moda", ha incontrato gli allievi dell'Università Europea del Design di Pescara per chiarire gli aspetti di questa nuova professione. "All'inizio ho cercato di non far uscire il mio nome. Poi, qualche anno fa, è uscito. Non avevo l'ambizione di diventare blogger. È successo quando è aumentato il numero di followers su Instagram. C'è chi vuole diventare Fashion blogger pensando che ci sono soldi facili e poco lavoro da fare. Ma non è così. Oggi, in particolare,  per diventare Fashion blogger, c'è bisogno di tanta pazienza, bisogna informarsi, dedicare tante energie a questo lavoro e trascorrere tantissime ore al giorno sui social. E anche se qualcuno dice che il blog è una 'cosa vecchia',  secondo me è sempre attuale: perché oggi la prima cosa che si fa è cercare su Google. E se c'è un blog si arriva subito a quella pagina,  a quell'articolo." Secondo te, come dovrebbero utilizzare i social i ragazzi? "Dovrebbero gestirli con pazienza e con attenzione perché è vero che la privacy è ridotta, ma è pur vero che io condivido ciò che desidero condividere. Quindi i social devono essere usati in maniera seria e professionale, perché quello che va su internet ci resta." Come si svolge il tuo lavoro? "Ci sono agenzie e piattaforme che mettono in contatto blogger e aziende; anche se spesso le aziende hanno i propri p.r. che si occupano del reclutamento. Altre volte le aziende entrano in contatto direttamente con noi, via mail, tramite il blog o Instagram." Come si svolge il tuo lavoro? "Ci sono progetti [...]

La UED porta la creatività al Museo delle Genti di Pescara

By | 2018-04-26T22:22:04+00:00 aprile 26th, 2018|ArtEx, Comunicazione, Design, Eventi, Glamour, Workshop|

Due giorni di workshop e seminari  su tematiche che vanno dalla creatività al fashion design e all'arte. È ciò che promette "Open to creativity", l'evento promosso dall'Università Europea del Design di Pescara che si svolgerà il 27 e 28 aprile nel Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara. Ad aprire la grande kermesse sarà il giovane Fashion designer Pasquale Bonfilio, "uno  dei  maggiori  esponenti  dell’arte  di  chi  i  cappelli  li  fa,  con  acuta originalità,  sapiente  maestria,  genuina  manualità". I capelli-scultura di Pasquale Bonfilio, hanno conquistato le passerelle d'Alta moda e sono apparsi su autorevoli riviste del settore. Oggi il Fashion Designer vive e lavora a Milano dove ha aperto la 'Cappelleria artistica' e dove realizza i suoi cappelli, vere opere d'arte. L'"artista del cappello" Pasquale Bonfilio incontrerà giovani stilisti e professionisti del settore venerdì 27 aprile alle 10 nella sala Favetta del Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara. L'evento "Open to creativity " proseguirà sabato 28 aprile con altri grandi ospiti Alle 10 la Graphic Designer Virginia Capoluongo, conosciuta anche come Jukuki, parlerà di creatività e di come diventare creativi senza 'essere supereroi'. Nel pomeriggio, alle 16, doppio appuntamento con l'artista performer Jorg Grunert, che proporrà una riflessione sull'arte e sul senso della sperimentazione (sala video-Museo delle Genti d'Abruzzo ) e con la fashion brand Manager Cecilia Greco ( Museo del Gusto via delle Caserme ), che parlerà di "Fashion Positive resources-risorse materiali e immateriali per innovare la moda".

Il tombolo come elemento di design: l’idea è di Moravia Paratore, ospite di Glamour.

By | 2018-04-10T19:32:15+00:00 aprile 10th, 2018|Glamour, Moda|

Ha reso la tradizione del tombolo un elemento di design. Nel suo laboratorio continua a sperimentare nuove applicazioni di questa antica arte e a tramandare la stessa tecnica utilizzata dalle nostre nonne. Stiamo parlando di Moravia Paratore, il terzo ospite di " Glamour - Appunti di moda ", il ciclo di incontri promosso dall'Università Europea del Design di Pescara. "Ho presentato ai ragazzi l'arte del tombolo - spiega Moravia - Un'arte che fu introdotta nel mio paese, Mirabella, in Sicilia, dalla Principessa Angelina. Per chi fa un'attività come la loro e' indispensabile conoscere le nostre tradizioni,  la manualità che si può legare al design,  alla moda. Quest'arte rappresenta un bagaglio in più per loro. Non dimentichiamo che il tombolo, anche se per un tipo di moda tradizionale,  era considerato soprattutto un elemento di design." Sono tanti, ancora oggi, i luoghi dove questa tradizione viene conservata e tramandata. "Sì,  parliamo dell'Abruzzo,  della Sicilia,  delle Marche,  della Lombardia,  Cogne,  Venezia, dove ci sono alcune scuole. Poi ci sono molte persone che lo lavorano senza essere legate a un posto. Il mio paese, Mirabella Imbaccari, ha un'antica storia, legata alla moglie del principe Biscari, che ha voluto rivalutare il tombolo. " Oggi si continua ad utilizzare la tecnica tradizionale,  affiancandola a filati e materiali nuovi. "Sì.  Stili e punti particolari rendono il tombolo un elemento di design,  un elemento che personalizza un outfit, che diventa gioiello o accessorio. È importante conoscere la tecnica, se si vuole utilizzare il tombolo anche solo per un'applicazione, ma non è necessario eccellere." La tua proposta innovativa è stata utilizzare il tombolo nel campo della moda, uscendo fuori dagli schemi. "Sì.  Il tombolo può diventare un bottone plastificato, conquistando cosi una [...]

È il fotografo Pier Costantini il secondo ospite di “Glamour – Appunti di moda”

By | 2018-04-04T18:14:24+00:00 aprile 4th, 2018|Glamour, Moda|

È partito dai ritratti per approdare anche alla street photography e poi alla fotografia di Moda. Parliamo di Pier Costantini, fotografo abruzzese,  secondo ospite di " Glamour - Appunti di moda ", il contenitore di incontri e seminari tematici promosso dall'Università Europea del Design di Pescara. "La passione c'è sempre stata. E trascorrendo del tempo con mio zio, artista,  musicologo, appassionato di fotografia, ho sempre sentito questa spinta artistica - racconta Pier Costantini - Come tutti i bambini curiosi ho iniziato a sperimentare prima con la fotografia e poi con la pittura.  Sono stato anche musicista, per tanti anni. Poi, con una laurea in giurisprudenza,  ho deciso di buttarmi a capofitto nella fotografia. Ho iniziato frequentando dei corsi, partendo da zero. E sono approdato al ritratto prima in studio e poi ambientato. Da li ho iniziato il mio percorso professionale. Oggi mi occupo di fotografia a 360 gradi. Faccio anche wedding, ma con uno stile da reportage. Dinamiche che si vanno a intersecare con il mondo della moda: nella ricerca dei dettagli, nel racconto di ciò che accade." Come hai presentato il tuo 'mondo' agli allievi dell'Università Europea del Design di Pescara? "Sono partito con cenni storiografici sulla moda, visionando copertine di noti magazine, per vedere come sono cambiate nel corso della storia,  sia a livello grafico che fotografico; per proseguire con l'evoluzione stessa della moda e dei suoi linguaggi, attraverso l'analisi di famosi fotografi di moda.  Considerando anche l'esigenza di confrontarsi con il mercato, di essere commerciale, senza perdere la propria identità, la propria passione. Le passioni sono senza tempo. Se si riesce a seguire il proprio sogno possono realizzarsi." Hai organizzato il tuo studio fotografico come uno spazio condiviso. "Si.  La [...]

È lo stilista Lucio Vanotti il primo special guest di Glamour

By | 2018-03-16T16:41:31+00:00 marzo 16th, 2018|Glamour, Moda, Workshop|

Lo definiscono l'architetto della moda. Per creare le sue collezioni prende ispirazione dagli oggetti che rendono personale e intima ogni casa, che raccontano il vissuto di chi vi abita. "Non sono laureato in architettura ma, quando ho finito il liceo, ero indeciso. Non sapevo se fare architettura,  soprattutto architettura d'interni, o avventurarmi nella moda" - racconta lo stilista Lucio Vanotti, primo ospite di " Glamour - Appunti di moda ", il ciclo di incontri dedicati al mondo del fashion promosso dall'Università Europea del Design di Pescara. "Quando ero bambino disegnavo case. Oggi cerco di continuare questa passione anche nella moda. Quando penso ad una collezione mi piace immaginare l'ambiente e le persone che vi abitano. Tante volte l'architettura,  il design di interni, mi influenza molto e faccio un mix tra le due cose. " Quella che proponi è una collezione dalle linee essenziali. " Sì. Non amo il superfluo. Credo che per star bene, ognuno di noi voglia sentirsi libero. Dunque, anche un capo di abbigliamento non deve comprimere,  stressare. Deve lasciare il corpo libero. Perciò cerco di fare capi lineari, minimali." Nell'ultima sfilata di Milano hai presentato una divisa rivisitata. "La divisa è un mio punto fermo. Sono affascinato dalle storie delle divise,  perché dietro ad una divisa c'è un percorso: c'è una scelta di praticità,  di autorevolezza,  di comodità." Come ti descriveresti? Come descriveresti la tua proposta-moda? "Sono testardo nel volermi esprimere in modo libero. Ho bisogno di circondarmi di cose che mi piacciono.  Gli aggettivi che potrei usare per la mia estetica sono quotidiano,  intimo, perchè deve essere qualcosa che ha a che fare con la persona, ed equilibrato." Cosa manca oggi alla moda? "Credo niente. La moda è uno specchio di [...]